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Auguri con calendari d’arte. Una proposta di studio: Bruno da Osimo.


Si ricorda che – per ciascun numero della rivista “L’ex libris italiano” – Artifex pubblica di solito l’indice, l’editoriale del Presidente, un articolo a scelta tra quelli presenti sulla rivista. Del numero corrente abbiamo pubblicato l’indice. Di seguito riproduciamo l’editoriale del Presidente. Si prega di cliccare il tag AIE per leggere tutti gli articoli che la riguardano.

di Mauro Mainardi

Si è concluso un altro anno; è stato eletto un nuovo consiglio direttivo, che porterà a termine i lavori iniziati, realizzerà quelli programmati e ne proporrà dei nuovi, per attuare i quali è necessaria la collaborazione dei soci. Buon lavoro e buon anno a tutti.

Anche in quest’ultimo numero del 2010 si è messa in evidenza una tematica, i calendari d’artista, eseguiti con tecniche diverse: l’antica xilografia e l’odierna elaborazione digitale, utilizzata da sola o, più spesso, come componente di una cosiddetta tecnica mista (TM).

Non è nuovo, ed anche oggi è diffuso, l’uso degli ex libris come piccola grafica d’occasione. Ne sono esempio, oltre l’illustrazione di calendari, anche quella di volumi letterari o dedicati ai monumenti di una città, la celebrazione del ricordo di eventi storici o di ricorrenze personali, e altro ancora. Le recensioni pubblicate nella rubrica Libri, Mostre e Cataloghi sono una chiara documentazione di questa realtà.

Il calendario di Roberta Angiolani, in tiratura di trenta esemplari, è presentato da Nicola Ottria, maestro accademico dell’incisione, che descrive le immagini, la loro composizione e la pittoricità ottenuta con l’elaborazione al computer; pittoricità non sempre ben evidenziata dalla pubblicazione in bianco e nero di questa rivista. Anche in questo caso vien da pensare che forse è valido il suggerimento di quei soci che chiedono di pubblicare le grafiche con i colori dati dall’artista.

Fiorella Mori presenta un calendario d’artista, illustrato da xilografie su legno di testa, realizzato negli USA da quattordici xilografi di cui tredici statunitensi e uno solo (l’autrice dell’articolo) europeo. Il lavoro è il frutto di un workshop annuale estivo di una settimana (in periodo di ferie) di un’associazione di incisori, in prevalenza statunitensi e canadesi, al fine di lavorare insieme e realizzare un calendario. Sarà difficile attuare la stessa cosa in Italia, penso però che sia possibile confezionare, da parte del nuovo Consiglio, un calendario dell’ex libris AIE, con le stesse caratteristiche di quello per il 1954 di cui parlerò fra poche righe.

Nei lavori citati sono rilevabili due espressioni d’arte che sembrano contraddittorie per le tecniche usate: computer nella vecchia Europa, vecchia xilografia nel mondo del tecnicismo statunitense. Chiedo scusa a chi legge, cito (ancora una volta!) l’assioma del musicista Robert Schumann: L’estetica è una sola, cambia solo la materia per raggiungere il risultato cercato, l’effetto pittorico in questo caso.

Le grafiche d’arte, ed in particolare quelle exlibristiche, sono state usate per illustrare i calendari anche in passato. Presento un solo esempio, il Calendario dell’ex libris 1954, titolo di copertina realizzato da Bruno da Osimo, indiscusso maestro storico dell’exlibrismo. Il fascicoletto di sedici pagine, stampato “in proprio” (non so da chi) in quattrocento esemplari (il mio è il n° 128), è illustrato da sette ex libris a piena pagina da noti artisti: Guido Marussig, Bruno da Osimo (un ex libris oltre la copertina), Gian Luigi Uboldi, Remo Wolf, Bruno Bramanti, padre Diego Donati, Mario Pasquinelli. Il libretto è impreziosito anche da un ex libris “vero”, applicato in seconda pagina di copertina, di una Biblioteca privata (Biblioteca del Mottarello, Verlate – VA).

Perché non sfruttare l’occasione per continuare a parlare su questa rivista di Bruno da Osimo? Sarebbe bello raccogliere dati utili per la realizzazione di una monografia, già prospettata negli incontri dei consiglieri degli anni passati.

Personalmente sto già interessandomi al problema Bruno da Osimo. Partendo, infatti, dalla mia collezione (di oltre cento esemplari delle sue xilografie), e con le segnalazioni di altri soci, posso dir qualcosa su due tematiche da me coltivate: la musica e la letteratura (dantesca soprattutto!) nelle grafiche d’arte del grande xilografo italiano.

Ciascuno dica la sua opinione e dia la sua disponibilità a collaborare.

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