Tutto quanto fa ex libris
Random header image... Refresh for more!
Pubblicità

L’incantesimo di Venere. Mostra di Ex Libris e immagini del fotografo Roberto Sacco. Dal 20 agosto al 18 settembre.


Ultim’ora – 11 agosto 2011.

La mostra “L’incantesimo di Venere” è sospesa.

Sostituita da questa: http://www.artifexlibris.com/2011-08-11-mostra-di-ex-libris-e-grafica-di-artisti-non-solo-piemontesi

Dal comunicato stampa.

“L’incantesimo di Venere” è il titolo suggestivo e un po’ da sogno sull’erotismo della mostra di Ex Libris e immagini fotografiche del fotografo Roberto Sacco che sarà esposta al castello di Roddi dal 20 agosto al 18 settembre.

L’idea progettuale – dal precedente titolo “Eros e Pathos” – è rimasta nel cassetto per oltre tre anni, ma ormai anche una esposizione un po’ osé (con i tempi che corrono) non poteva più  rimanere in sospeso.

Gli Ex Libris sono le incisioni che si apponevano ai libri preziosi per suggellarne la proprietà ed è l’incontro fra l’artista incisore e l’appassionato di libri, il bibliofilo.

Nel 1891, a Londra viene fondata l’Ex Libris Society e, da allora questa forma d’arte, incomincia a diffondersi, non solo in Europa.

Venendo al soggetto della mostra va detto che i confini fra erotismo ed arte sono stati sempre stati dibattuti e il “comune senso del pudore” è cambiato, negli ultimi anni, moltissimo da noi e all’estero.

Il tema è stato affrontato a più mani nel mondo degli Ex Libris su “Eros Intime”, da critici esperti come il francese Laurent Glolay che ci ricorda che i collezionisti si appassionarono presto all’ex libris erotico (il primo è del 1912, ma ne viene pure citato un altro precedente realizzato, sotto lo pseudonimo di André Schulz addirittura nel 1894, mentre quello italiano, realizzato nel 1910, è stato però  pubblicato nel 1912) Agli Ex Libris eroticis si sono dedicati artisti famosi come Fingesten, il marchese Franz von Bayros, Kaus Klinger e tanti altri. Agli inizi del XX secolo tanti autori non furono inoltre insensibili alle teorie dell’architetto Walter Gropius, fondatore del movimento  della Bauhaus al cui movimento si ispirarono.

Secondo lo psicologo Francesco Alberoni “al centro dell’erotismo maschile e dei suoi fantasmi si trova la discontinuità del piacere sessuale, mentre il  grande risveglio  della donna è la continuità dell’amore”. Il principio di “rottura”  è nettamente percepibile in una parte del corpo iconografico dell’ex libris erotico”: rappresentazioni bibliche sessuate, scene umoristiche, caricature “cochonnes”,  “blason” allusivi ecc.

Va pure detto che sovente dietro l’umorismo, caricature ed anagrammi si poneva la volontà di mettersi al riparo dalla sanzioni previste dal codice penale.

Scriveva D.H. Lawrence: “un giorno, forse, la massa del pubblico vorrà guardare in faccia le cose per arrivare a distinguere fra pornografia e rappresentazioni creative della sessualità”.

Di Remo Palmirani, esegeta degli ex libris, ricordiamo una citazione relativamente ad un autore in mostra, Gianni Verna per il quale cita: … “sa trovare gli accenti giusti per rappresentare la solitudine tormentata dei corpi nell’atto amoroso”.

Resta comunque inteso che la ricerca del buon gusto in tutto e non solo nelle mostre  con un sommesso invito alla riservatezza dovrebbe diventare un must per tutti, ma difficile da imporre.

Benoit Junot, già presidente della FISAE (Federation des amateurs des ex libris) asserisce che: ”quando si passa alle pubblicazioni o alle raccolte – sull’ex libris eroticis, i limiti fra la sfera privata e il dominio pubblico diventano più problematici”.

Sempre Junot ci racconta di un vernissage sugli ex libris erotici allestito a Bogotà e generosamente finanziato dalla Banca Nazionale che portò a censure e copiosa rassegna stampa sull’evento.

Torniamo a Roddi: non è la prima mostra che l’associazione Solstizio d’Estate – Festival dei Saperi e dei Sapori Onlus propone al castello. Tutte hanno avuto la dignità dell’internazionalità, perché le opere degli artisti arrivano, oltre che dall’Italia,  anche da diverse parti del mondo mentre il vernissage  dello scorso anno “sull’ Esoterismo” sta viaggiando alla volta della Cina: Pechino, Shangay e Tijanin.

Bogotà conta 8 milioni di abitanti e i fatti risalgono al 1988 mentre Roddi ne conta scarsi 2 mila e siamo nel 2011 con la precisazione d’obbligo che alcune opere – come avvenne a Bogotà – sono state eliminate dalla mostra.

Se siete pudichi non andate a vederla, ma vi perderete anche la visita di un castello che un sapiente, ma lento recupero filologico vuole riportare agli antichi fasti che comunque potrete visitare in altre occasioni.

La mostra con la collaborazione di Vecchiantico è ad ingresso libero e sarà aperta sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.30 con invito a prenotarsi per i gruppi telefonando o scrivendo a: info@boscotregato.com – tel. 0173 529293.

 

Pubblicità