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L'Arte e il Torchio 2011. Il catalogo.


Titolo: L’Arte e il Torchio 2011
A cura di: Vladimiro Elvieri
Prezzo di copertina: n.d.
Dati: 138p. – ill. – in 4° – in italiano
Anno: 2011
Editore: A.D.A.F.A. – Via Palestro, 32 (C.P. 19) – 26100 Cremona
ISBN: n.d.

 

Copertina catalogo: L'Arte e il Torchio 2011.

Copertina catalogo: L'Arte e il Torchio 2011.

L’Arte e il Torchio 2011 tra presente e futuro

“L’opera d’arte è tanto più accattivante quanto più è stata un’avventura, quanto più ne porta il segno, quanto meglio vi si leggono tutte le battaglie combattute dall’artista contro le resistenze dei materiali impiegati. E quanto meno l’artista sapeva dove tutto ciò l’avrebbe portato.”

Jean Dubuffet “I valori selvaggi” Feltrinelli, MI 1971

Non possiamo, nell’inaugurare questa VII rassegna internazionale di incisione L’ARTE E IL TORCHIO / ART AND THE PRINTING PRESS, non ricordare due straordinarie figure della cultura e dell’arte recentemente scomparse, che hanno lasciato, a noi che amiamo e viviamo l’arte, una grande eredità ricca di pensiero e di azioni. Si tratta di Dino Formaggio, filosofo dell’arte, scomparso il 6 dicembre 2008, al quale è stata dedicata la precedente VI Biennale e di Witold Skulicz, scomparso un anno dopo, nel dicembre 2009, artista e organizzatore, dal 1966, della famosa Triennale d’arte grafica di Cracovia. Entrambi hanno contribuito, in maniera determinante, alla crescita e al prestigio internazionale della Rassegna di Cremona, rendendola un appuntamento imperdibile per gli artisti e per gli appassionati dell’arte a stampa.

Dino Formaggio, al quale ero legato da una fraterna amicizia, mi stimolò, sin dagli inizi, a proseguire nell’impresa di promuovere e valorizzare l’arte incisoria contemporanea, sempre ricca di nuove esperienze e di ulteriori possibilità espressive. Egli, in una intervista televisiva del 2003 per “L’Arte e il Torchio” testimoniava che “L’arte rimane un’esperienza fondamentale di vita e di passione, più che di ricerca, che può valicare il tempo e la morte. L’arte trapassa anche le indicazioni di etica e allora crea una vita morale di solidarietà e di libertà”. Abbiamo avuto l’onore di pubblicare suoi testi, spesso inediti, sui cataloghi de L’Arte e il Torchio dal 1999 al 2009.

Witold Skulicz, ha generosamente collaborato con la biennale cremonese promuovendo alcune mostre di alto profilo dedicate ai più significativi artisti grafici polacchi, le cui opere sono state donate al Museo di Cremona e ospitando, nel 2005, su invito della Triennale polacca, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, l’esposizione “Incisione Italiana Under 35”. Ricordiamo inoltre che è in corso, dal 10 febbraio al 10 aprile 2011, presso il Museo Slesiano di Katowice, la Mostra della donazione di 94 opere di quarantotto fra i maggiori incisori italiani contemporanei, ideata da chi scrive, insieme al prof. Skulicz, quale scambio con le generose donazioni di fogli dei grafici polacchi al Museo civico di Cremona, per continuare un fecondo dialogo culturale e artistico.

La VII Biennale “L’Arte e il Torchio”, nella sezione dedicata al PICCOLO FORMATO, dove si avvicendano, dal 1999, artisti di fama internazionale provenienti da circa cinquanta paesi, continua la sua indagine sulle nuove esperienze e sui più recenti percorsi di ricerca legati alle tecniche incisorie nelle differenti culture, dai bulini alle puntesecche, dalle maniere nere alle tecniche indirette come l’acquaforte, l’acquatinta, la ceramolle, da quelle a rilievo (xilografia e linoleografia) a quelle materiche come il carborundum o la collografia. Si tratta di linguaggi autonomi dalle proprietà peculiari, in grado di rinnovare continuamente, in base alle esigenze dei singoli autori, un’arte che non finisce mai di stupire e di emozionare, ancora legata ad una manualità che, per molti, sta ancora alla base della più alta espressività artistica.

La Rassegna cremonese, attraverso le opere in mostra nell’esposizione GRAFICI CANADESI, presso il Museo civico Ala Ponzone, affronta inoltre le problematiche legate al futuro prossimo dell’arte grafica seriale, dove l’incisione cosidetta “tradizionale” si ritrova affiancata alla fotoincisione (ritrovando le origini dei primi esperimenti fotografici con le lastre acidate all’acquaforte), se non addirittura abbinata alla stampa digitale, in una continua sperimentazione, sempre tuttavia rigorosamente legata al torchio. Una “incisione” quindi che tenta nuove strade che conducono a spingersi oltre, a misurarsi con l’ignoto. La mostra degli artisti canadesi, curata da Derek M. Besant e da Laurence Quetelart (per il Quebec), autori dei testi in catalogo, è in questo senso esemplare. Essa presenta, attraverso una varietà di tecniche e metodi vecchi e nuovi, le immagini di un mondo in continua evoluzione, visto attraverso la sensibilità, le emozioni e le passioni degli autori selezionati. Si tratta di lavori realizzati con soluzioni tecniche talvolta inedite in Italia, che magari non saranno facilmente “digeribili” a coloro, persino “studiosi dell’incisione”, che mal sopportano ogni tipo di innovazione e di sperimentazione, sempre pronti a discriminare, incompatibilmente con l’idea stessa di arte, quegli artisti che non si assoggettano ai loro dogmi e alle loro assurde regole.

La mostra dedicata alla stamperia del TORCHIO THIENE e al suo stampatore ed editore Armando Martini, allestita presso Casa Sperlari, sede dell’ADAFA, evidenzia anch’essa alcuni aspetti della ricerca incisoria in Italia legati alla sperimentazione, che, per troppo tempo, soprattutto se condotti in ambito provinciale, non hanno beneficiato dell’attenzione di grandi istituzioni pubbliche o private e quindi del mercato. Ciononostante, a partire dagli Anni ’70 del secolo scorso, la stamperia del “Torchio Thiene” (dall’omonima città in provincia di Vicenza) è diventata un punto di riferimento per artisti giovani e non, già affermati o alle prime armi, che intendevano scoprire nuove possibilità espressive attraverso le tante tecniche calcografiche, oltre a quelle più “tradizionali”, messe a punto da Armando Martini, stampatore e sperimentatore fra i più innovativi del panorama italiano contemporaneo. In esposizione opere di vario formato, tra cui alcune recenti realizzate con la “tecnica Martini” da artisti italiani e stranieri presso la stamperia, oggi trasferita nella seicentesca Villa di Cà Beregane, nei pressi di Thiene, già menzionata da Goethe nel suo libro “Viaggio in Italia”.

Il Museo della Stampa di Soncino, valorizzato in tempi recenti dall’impegno organizzativo della locale Pro Loco, diretta da Mauro Bodini, accoglie, come di consueto, la sezione dedicata agli EX LIBRIS. L’Esposizione, curata dall’A.I.E. (Associazione Italiana Ex libris) e dal suo presidente Mauro Mainardi, autore del testo in catalogo, evidenzia, attraverso una preziosa raccolta di ex libris recenti, eseguiti da importanti artisti italiani e stranieri, i temi fondamentali del vivere quotidiano in rapporto a un ambiente sempre più inquinato dall’uomo e di quanto oggi sia urgente una presa di coscienza e una responsabilità collettive legate a nuovi modelli di sviluppo ecocompatibili.

Il Museo civico di Cremona ospita, infine, per tutto il periodo della mostra, il LABORATORIO DIDATTICO, presso il quale le scolaresche e i visitatori, possono assistere a lezioni teoriche e, su prenotazione, partecipare attivamente alla realizzazione di una incisione originale stampata poi al torchio calcografico, per una conoscenza più approfondita dei processi e dei tempi di un’arte antica quanto l’uomo, che ancora oggi riesce a far vivere la realtà dei sogni, nonostante una realtà quotidiana sempre più degradata nei suoi valori morali, dove la cultura non sembra più essere vista come momento di crescita, come forma di aggregazione e di condivisione di un patrimonio comune, come base di libertà di una società civile.

Vladimiro Elvieri

 

Grazie a: Vladimiro Elvieri e Mauro Mainardi

(Artifex ha ricevuto una copia omaggio della pubblicazione presentata)

 

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