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Ricordo di Maria Adriana Gai


Si ricorda che – per ciascun numero della rivista “L’ex libris italiano” – Artifex pubblica di solito l’indice, l’editoriale del Presidente, un articolo a scelta tra quelli presenti sulla rivista. Del numero corrente abbiamo pubblicato l’indice e l’editoriale del Presidente. Di seguito riproduciamo uno degli articoli presenti sulla rivista. Si prega di cliccare il tag AIE per leggere tutti gli articoli che la riguardano.

di Margherita Bongiovanni

Il giorno 29 Settembre 2010 a 95 anni, compiuti l’8 Marzo scorso, si è spenta serenamente l’Artista Professoressa Maria Adriana Gai, insegnante mia e di tanti artisti romani.

È stata molto lucida fino alla fine, con la sua mano ferma e ben collegata alla mente. Lo stato febbrile e l’affanno respiratorio del 28 settembre si è aggravato nella notte, ma non le ha tolto la voglia innata di disegnare. Alle ore 4 circa del mattino del giorno 29, infatti, è stata ancora capace di prendere dalla cucina una melagrana, di metterla in posa e ritrarla. La lotta per la vita le ha permesso di eseguire, con un segno forte e volitivo, l’ultimo respiro artistico.

Allora ho capito la grande eredità che ci ha lasciato: un esempio stupendo di come si può vivere fino alla fine rimanendo attaccati alla vita e facendola sentire, per chi rimane, meravigliosa!

Ha terminato la sua intensa vita alle ore 21,30 dello stesso giorno 29 all’Ospedale S. Giovanni in Laterano di Roma.

Immediatamente mi sono venute alla mente le bellissime conversazioni effettuate durante le mie visite, più frequenti negli ultimi anni, il racconto della sua famiglia e tutte le vicissitudini di una grande vita d’artista del nonno Francesco Gai.

In lei, fin da bambina, si era fatto sempre più forte il desiderio di disegnare e di incidere. Il suo intenso percorso artistico (da me descritto nel n. 2 del 2007 di questa rivista) le ha permesso di approfondire e sviluppare ampiamente nonché di trasmettere ai suoi allievi nel migliore dei modi queste sue passioni.

In una della numerose visite, per renderle omaggio, le prospettai (nel 2009) il desiderio di eseguire il suo ritratto; accettò volentieri e si mise in posa sorridente. Usai, alla maniera antica, una carta leggermente colorata disegnando poi con la grafite e il pastello bianco per le luci, mentre discorrevamo insieme. La somiglianza era nel suo aspetto in apparenza severo ma profondamente sereno e sorridente. Mi ringraziò contenta e mi è sembrata sincera, come lo è sempre stata nei suoi giudizi. Nel marzo scorso, quando l’invitai a festeggiare il suo 95° compleanno a casa mia le promisi di dedicarle un ritratto a punta secca, tecnica usata dalla Gai, tanti anni addietro, in pochi ma espressivi e delicatissimi esemplari.

Mi ha resa partecipe di come voleva raccontare la sua vita e raccogliere tutta la sua evoluzione artistica in un volume attraverso i disegni e dipinti di ritratti di persone semplici, i molti studi sulla natura, gli ex libris eseguiti in xilografia e in acquaforte fino agli ultimi numerosi ex libris e monogrammi a matita e riprodotti poi al laser. Nelle ultime settimane aveva iniziato una xilografia da porre a conclusione del volume programmato.

La cara professoressa ha donato a tutti, con garbata generosità, i frutti delle sue competenze ed ha lasciato nel cuore dei suoi allievi una grande passione per le arti incisorie. Per questo, anche a nome di tutti i suoi allievi, ringrazio la cara, dolce e semplice maestra d’arte Maria Adriana Gai.

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