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Costantino Kavafis, 'Desideri'. Con un'acquaforte di Vincenzo Piazza.


Costantino Kavafis, “Desideri”

Traduzione e nota di Andrea Zulinos

Un’acquaforte di Vincenzo Piazza

© 2010 Edizioni dell’Angelo (email: edizionidellangelo@gmail.com)

Tiratura unica di quaranta esemplari numerati con cifre arabe.

Finito di stampare nel mese di Dicembre 2010.

Konstantinos Petrou Kavafis nacque, da famiglia greca, il 29 Aprile 1863 ad Alessandria d’Egitto. Nel 1870, dopo la morte del padre, la famiglia si trasferì all’estero, prima a Liverpool poi a Istanbul, facendo ritorno ad Alessandria nel 1882. Lo scoppio delle rivolte del 1885 costrinse la famiglia a muoversi ancora, questa volta a Costantinopoli, ma, in quello stesso anno, Kavafis ritornò ad Alessandria, dove visse per il resto della sua vita, morendo nel 1933 il giorno del suo settantesimo compleanno. Il greco volle reimpararlo da adolescente, quasi a dimostrare di essere e sentirsi greco. Inizialmente lavorò come giornalista, ma nel 1892 fu assunto al Ministero dei Lavori Pubblici, dove lavorò per trent’anni. Di quest’autore ci rimane un corpus di 154 poesie, pubblicate soltanto in fogli volanti, e la prima raccolta organica in volume uscì postuma nel 1935.

Kavafis nutrì per tutta la vita un senso di chiusura e di segregazione. Nella solitaria penombra del suo appartamento con le finestre sempre serrate, la poesia è spesso canto della memoria e nasce da un passato biografico e storico, cosicché la ripetizione, capace di ricondurgli i fantasmi della giovinezza o condensare rinnovate passioni, risulta vittoriosa sull’oblio e sospende, per un attimo, il tempo.

Kavafis, 'Desideri', copertina.

Kavafis, 'Desideri', copertina.

Grazie a: Vincenzo Piazza

(Artifex ha ricevuto una copia omaggio della pubblicazione presentata)

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