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Posta: a proposito di redazionali e di pubblicità


Caro direttore,

penso che avrai notato la lettera di Nunzio Drogheo e la relativa risposta del prof. Bellini, pubblicate nella rubrica “La parola ai lettori” (grafica d’arte, Anno XXI, Aprile-Giugno 2010, Numero 82, p. 48).

Ho due domande per te:

  1. Il tuo sito web intrattiene “questi tipi di commerci”?
  2. Per quale motivo il prof. Bellini avrebbe trattato così platealmente il Drogheo?

Cordiali saluti,
Fabio Fittizio


Caro Fabio,

per prima cosa è bene livellare il terreno di gioco, per così dire, e segnalare ai lettori che tu sei uno dei collaboratori della mia casa editrice.

Dopodiché posso rispondere alle tue domande.

  1. No, non intrattengo “questi tipi di commerci”. Il prof. Bellini scrive che altre riviste lo fanno. Di sicuro non parla della mia casa editrice. Da me, la pubblicità viene chiaramente indicata come tale. Nessuno paga nulla per avere spazio redazionale sui miei siti . Il direttore (permettimi per un momento di scrivere di me in terza persona) decide che cosa pubblicare e che cosa no. Il direttore è responsabile nei confronti del lettore di quanto appare su questo sito. Il sito vuole essere affidabile, attendibile, autorevole: penso che il lettore medio, che legge certe riviste compromesse,  sia abbastanza smaliziato da intuire quando un redazionale è in realtà una pubblicità mascherata e che di conseguenza la valutazione da parte del lettore di tali riviste ne soffra. Sono completamente d’accordo con il prof. Bellini: presentare un articolo a pagamento come se fosse un redazionale significa truffare i propri lettori. E io ai miei lettori desidero offrire un sito della massima qualità che mi è possibile.
    Le tue righe mi fanno venire in mente un episodio, che mi capitò qualche tempo fa. Consentimi di restare sul vago. Mi fu richiesto di pubblicare una certa notizia una seconda volta, a qualche settimana di distanza dalla prima, perché servivano riscontri (che sono poi ugualmente arrivati con quella sola pubblicazione peraltro). Mi sembrò di capire che velatamente mi si stesse offrendo qualcosa in cambio. Ovviamente declinai la richiesta e l’incidente, chiamiamolo in questo modo,  si chiuse lì. Ma non è che ci feci letteratura in proposito.
  2. Sbagli interlocutore: la domanda dovresti rivolgerla al prof. Bellini, non a me.

Giancarlo Nicoli

Pagina correlata: lettere al direttore.

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