Tutto quanto fa ex libris
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A proposito di InPressioni


In altra pagina vi presentiamo la nuova rivista exlibristica italiana, inPRESSIONI. Penso che si tratti della più importante novità dell’anno.

Il mondo culturale exlibristico italiano non si fa mancare le riviste, che purtroppo spesso hanno breve durata (il popolo dell’ex libris, diciamo così in generale e senza far torto a nessuno, non compra e non legge riviste e non compra e non legge libri). In ogni caso, si tratta senz’altro di una novità rilevante. La pluralità di voci è un fattore positivo in sé, purché naturalmente tali voci trovino ascolto e restino vive per merito e con merito (a scanso di equivoci preciso che il riferimento in questo caso non è al piccolo mondo dell’ex libris italiano ma a quello, ben più grande, del mercato della stampa in Italia, che notoriamente sta a galla in primo luogo perché gli editori-imprenditori stornano profitti dalle loro “altre” aziende per mantenere in vita giornali che hanno uno scopo “politico” e poi perché riceve contributi pubblici) .

Se la pluralità di voci è un fatto positivo, la dispersione delle forze, invece, non lo è. Già il mondo dell’ex libris italiano è piccolo. Trovo che dividersi sia un peccato. Ma in questo riconosco il genio italico: l’italiano vuole essere grande individualmente (là dove il tedesco, per citare solo un esempio, ama il lavoro di squadra). Un’annotazione personale: ne so qualcosa. Il sito che avete per le mani, se andiamo a vedere, è gestito in solitaria. Cerco di confezionare un prodotto che sia utile e di qualità, aperto agli stimoli e ai contributi esterni (italiani ed esteri), che dia rilevanza a quanto succede in Italia e che sia percepito dai lettori internazionali come una vetrina realistica e affidabile sull’Italia; ma certamente desidero che l’impronta editoriale sia la mia (fine dell’annotazione personale).

Il Nord Italia si conferma come la parte della nazione più attiva sia dal punto di vista economico che da quello culturale (la qual cosa è ovvia e quasi mi dispiace averla sottolineata). Nel campo grafico exlibristico cito l’AIE e Grafica d’Arte a Milano (l’AIE in verità ha sede in provincia di Varese, ma dal punto di vista culturale e pratico è a tutti gli effetti milanese) e ora inPRESSIONI a Genova .

Il mondo dell’ex libris italiano è piccolo; l’editore spedisce la rivista gratuitamente agli artisti, ai collezionisti, agli “addetti ai lavori”, chiamiamoli così, i cui nomi sono noti all’interno della ristretta cerchia (chi non è inserito nell’indirizzario e desidera ricevere la rivista può contattare la redazione a questo sito internet).

Gian Carlo Torre, nell’editoriale, scrive che la linea di inPRESSIONI è la presenza del contemporaneo e delle sue radici e un confronto ed un’informazione in ambito italiano ed internazionale. Il respiro internazionale è ciò che guida l’impostazione del sito che state ora visitando (a voi giudicare se riesce nell’intento oppure no). È ciò che manca (a mio giudizio) alle riviste delle associazioni internazionali: dedicate – chi più, chi meno – all’esplorazione del proprio ombelico. E posso capire i tedeschi, il cui ambito culturale (potrei dire il cui mercato) trascende i confini nazionali e si rivolge alla circostante area d’influenza, di lingua tedesca, che è piuttosto vasta e costituisce un mondo a sé.  Ma gli altri?

Per restare in Italia, la rivista dell’AIE – grazie alla rubrica di Enzo Pellai, che ci tiene aggiornati sulle notizie messe in evidenza dai notiziari delle associazioni estere – consente ai soci di avere una panoramica su quanto succede fuori dai confini nazionali. Il contributo di Pellai è prezioso inoltre perché grazie soprattutto a lui la rivista ospita contributi di artisti e studiosi esteri. Dubito però che all’estero leggano la rivista dell’associazione italiana: un po’ perché è espressione di un sodalizio piccolo, un po’ perché gli articoli sono solo in italiano (c’è solo un breve riassunto, in inglese e in tedesco, degli articoli principali. Meglio che niente, s’intende).

D’altra parte, tutti gli articoli pubblicati da inPRESSIONI hanno un ampio riassunto in inglese; gli articoli più brevi sono tradotti interamente. Per quanto riguarda il primo numero, gli articoli scritti da autori stranieri, cinque,  sono pari in numero agli articoli scritti da autori italiani. Le antenne, per dir così, sono ben direzionate all’estero;  senza che per questo la rivista trascuri ciò che abbiamo da dire in Italia. Basterà questo per avere un ascolto internazionale?

Testo e immagini si dividono lo spazio con equilibrio. Beh, non potrebbe essere diversamente, visto che la pubblicazione è opera di una Scuola Grafica. Le riproduzioni di ex libris sono numerose. In questo primo numero ne ho contate trenta, in trentasei pagine di rivista. Il formato A5 è comodo da spedire, da leggere, da archiviare, da impaginare anche (penso). Forse (forse) la leggibilità delle immagini sarebbe migliore nel formato più grande (A4); mi rendo conto che è un andare a cercare il pelo nell’uovo.

Il mio giudizio per quanto riguarda il primo numero è positivo. Oltre alle considerazioni sopra esposte, aggiungo che gli argomenti trattati mi hanno interessato. Per dire. La rivista si apre con un omaggio a Benvenuto Disertori, artista che amo molto e al quale ho dedicato ampio spazio su questo sito. Un articolo parla di un archivio online che non conoscevo – l’ho prontamente messo nella pagina dei link e l’ho già consultato. Un altro parla della tecnica a legno perso: non conoscevo nemmeno questa e ho imparato qualche cosa di nuovo a proposito di questa e di Remo Wolf (cui l’articolo è dedicato). Attendo con curiosità le prossime uscite. Certo, il giudizio dovrebbe essere complessivo, ma per questo giocoforza bisognerà aspettare che la rivista cresca nel tempo e che i numeri che man mano usciranno formino un archivio. Uno degli aspetti da tenere d’occhio parte dalla constatazione che in Italia si stampano troppe opere grafiche (lo dicono persone che hanno maggiore autorevolezza della mia; lo dicono da prima che lo dicessi io; la penso come loro). La redazione sarà costretta a scegliere quali (anche sedicenti) artisti pubblicare. Non sono scelte da poco. Anzi. Staremo a vedere: saranno pubblicati solo e sempre i soliti noti? Si darà spazio a sconosciuti purché bravi? Si darà spazio a perfetti incapaci solo perché sconosciuti? Si pubblicherà qualcuno in cambio di qualcosa (per esempio: io pubblico le tue emerite sciocchezze sulla mia rivista e tu pubblichi i miei testi fondamentali sulla tua)? Nel campo della grafica – e da qui nel campo dell’ex libris – succede di tutto (c’è da dire che in altri campi succede di molto peggio).

Non mi resta che augurare a questa nuova navicella, con sincera partecipazione, buona navigazione.

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