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Posta: a proposito del 61° Congresso dell'Associazione Ex Libris della Germania


Riceviamo e pubblichiamo.

Si è tenuto ad Erkner, cittadina sobborgo di Berlino, dal 20 al 23 maggio, il 61° Congresso della Associazione tedesca degli Ex Libris.

Nutrita la partecipazione, ovviamente dei tedeschi, ma anche delle altre associazioni.

Per quanto riguardava l’Italia (in ordine alfabetico): Gianni Bonifacci, Elide Corti, Giorgio Frigo, Dante Fangaresi, Tommaso Lo Russo, Mauro Mainardi, Giuseppe Mirabella, Gian Carlo Torre in rappresentanza, a vario titolo, dell’associazionismo italiano degli Ex Libris, ma anche delle diverse anime che esprime la compagine italiana.

Ovviamente, la proposta di Giorgio Frigo di unire le forze e coordinarsi un po’ meglio non penso sia stata recepita perché il pregio e il difetto degli italiani, in antitesi al monolitico associazionismo tedesco, è di viaggiare ed operare in ordine sparso. Vale a dire, il motto dei moschettieri non attecchisce in terra italiana.

Francamente non penso che si riuscirà mai a fare in modo diverso. Forse però l’idea di redigere un calendario degli eventi non sarebbe male e costituirebbe un primo risultato che eviterebbe di proporre manifestazioni nella stessa giornata e in luoghi diversi.

A titolo personale aggiungerei l’auspicio che quando si propone l’evento nel territorio di altri, bisognerebbe preavvisare e se possibile… costruirlo insieme.

Veniamo agli appunti di viaggio: Berlino è troppo bella, i treni sono quasi sempre puntuali e, dall’ultima volta che ci sono stato, è cambiata radicalmente. Per vedere come era bisogna acquistare un libro con le immagini sconvolgenti del muro e della sua umanità.

Sembra quasi, a vedere musei, l’architettura della città, le costruzioni avveniristiche e il post moderno che non ci sia stato nemmeno l’Olocausto e che quel dramma non sia avvenuto. Ma se ti sposti più in là, in stazione, su un binario, fermo per due giorni, vedi il “Treno della Memoria” e ti accorgi che un non più giovane ha gli occhi lucidi e un groppo alla gola e ti senti colpevole di colpe che non hai commesso, ma che fanno parte purtroppo anche queste del “Patrimonio dell’Umanità”.

Torniamo al congresso: è stato occasione di pubbliche relazioni, occasione per conoscere dal vivo artisti con i quali si comunica solo per email e di aggiornare – solo per me – la preparazione nel campo degli Ex Libris, prendere spunto per nuove idee per il Concorso Internazionale Il Bosco Stregato che ha già lanciato il nuovo tema dell’edizione 2011 “Odisseo, viaggio nel mito” che, per non sovrapporsi, con un tema simile di un altro premio, non è più “Il Risorgimento Italiano e i Risorgimenti nel Mondo”.

Al congresso si è assistito alle “solite” differenti opinione sugli Ex Libris, sul formato che sta diventando sempre più grande, sulla proposta di alcuni di togliere la locuzione “Ex Libris”, sulla presa di posizione dell’Associazione tedesca di ritornare ai vecchi formati degli Ex Libris, delle diverse mode, della carente partecipazione degli artisti italiani di andare ai congressi e quindi, in altri termini, di farsi conoscere fuori dell’Italia.

Al raduno tedesco c’è stato un forte scambio di Ex Libris ed un’esposizione di Ex Libris stranieri, ma anche italiani; il primo premio è andato al tedesco Josef Werner, il secondo a Jochen Kubik e il terzo, tanto per non cambiare nazione, a Rolf Fleishmann. Il vincitore Werner fa collezioni di premi, ha pure vinto una volta al Concorso “Il Bosco Stregato” e quest’anno è andato molto vicino a ripetere l’exploit. Decisamente non è solo bravo, ma bravissimo, gli altri pure, anche se non allo stesso altissimo livello. Stranamente mi viene in mente che quando gli italiani si trovano in giuria viene sempre lo scrupolo e il pudore di equilibrare i premi fra italiani e stranieri per non fare gli sciovinisti. In altre nazioni, però, il principio non è applicato allo stesso modo.

Per concludere con una frase classica: dove siamo, chi siamo e dove andiamo, ma soprattutto dove va l’associazione degli Ex Libris italiana? Per quanto mi riguarda non saprei rispondere, ma speriamo che lo sappiamo le persone che sono entrate in associazione e nel mondo degli Ex Libris molto prima di me.

Tommaso Lo Russo

Pagina correlata: lettere al direttore.

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