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I premiati: 'La sfera celeste', 5° concorso internazionale a tema e ad eventum, Bodio Lomnago (VA)


di Mauro Mainardi

“…. Chi vide sotto l’etereo padiglion rotarsi

più mondi , e il sol irradiarli immoto,

onde all’Anglo che tanta ala vi stese

sgombrò primo le vie del firmamento”

(Ugo Foscolo, I Sepolcri)

È bello presentare un concorso a tema astronomico partendo dalla poetica e lapidaria presentazione foscoliana dell’italiano Galileo e dell’inglese Newton, che hanno permesso di facilitare l’evoluzione dell’astronomia copernicana eliocentrica.

L’Ex libris ad eventum ha sempre caratterizzato i concorsi di Bodio Lomnago; è stato giusto quindi proporre per l’edizione del 2009, anno dell’Astronomia, il tema “La Sfera Celeste” per celebrare il 400° anniversario delle prime osservazioni astronomiche di Galileo e il 40° della discesa dell’uomo sulla luna. Per le nozioni specialistiche dell’influenza degli eventi ricordati sulla scienza astronomica attuale e futura, rimando allo scritto di Luca Molinari, della Società Astronomica “G. Schiaparelli” di Varese.

Non deve meravigliare che negli ex libris in competizione, messi in mostra e pubblicati, è poco rappresentata la discesa dell’uomo sulla luna. Gli artisti partecipanti hanno infatti, nella stragrande maggioranza, meno di cinquanta anni e non hanno avuto modo di gustare la meraviglia dell’evento, il primo nella storia dell’uomo, un viaggio ben breve a confronto di quelli che l’evoluzione della scienza astronomica fa prevedere (o temere?) .

Sono pervenute opere di 391 artisti (107 italiani e 284 stranieri) di 46 Paesi diversi, in rappresentanza di tutti i continenti, ad eccezione dell’Africa. Sono confermati alcuni numeri degli anni passati e si evidenzia l’incremento della partecipazione di artisti ucraini, giapponesi e indiani.

Come nelle precedenti edizioni le scuole italiane più rappresentate sono quelle genovesi, milanesi, palermitane e romane. In questa quinta edizione si è aggiunto, per la prima volta, un gruppo di bravi artisti dell’Associazione degli Incisori di Via dei Sette Dolori di Matera.

La Giuria non ha ammesso alla competizione 61 artisti per il mancato rispetto di tutti i punti del regolamento; tra gli ammessi ha scelto, a maggioranza, i vincitori, i segnalati e quelli da esporre a partire dal giorno della cerimonia di proclamazione dei vincitori (24 aprile 2010). Ha inoltre deciso all’unanimità di classificare al quarto posto a pari merito, per un premio acquisto, l’ex libris di quattro artisti in aggiunta ai primi tre previsti dal bando di concorso.

I lavori ammessi non sono stati valutati come illustrazioni didascaliche di un testo di astronomia ma come grafiche d’arte di libera invenzione su un tema proposto, che qualche volta rappresentano cose reali, altre volte interpretazioni di fantasia, non escluse quelle ironiche. In conformità a queste premesse sono stati valutati gli Ex libris/grafiche d’arte, non solo in base alla forma (che potrebbe anche essere scientificamente esatta e didascalica), ma anche in base alla perfezione della tecnica di esecuzione, alla composizione, al soggetto e al suo significato.

1° classificato: Paolo Rovegno, Italia (Piacenza), Tecnica Mista (acquaforte e acquatinta a due lastre) con foglia d’oro.

Con tecnica di eccezionale fattura l’artista riserva una parte della lastra, a sola acquaforte, al motto “eppur si muove”, al lettering e al ritratto di Galileo che dalla terra, guarda un interno della sfera celeste ed in particolare il sistema solare, che l’acquatinta colora di splendente azzurro. Il sistema eliocentrico copernicano è ben reso dalla potenza materica della foglia d’oro,“il sole”, che dà luce a tutti i fantasiosi corpi del sistema, e che nel sistema tutto fa muovere. “Eppur si muove” vale anche per la sfera celeste? Di questo continueranno a discutere gli astrologi.

2° classificato: Sergey Kirnitskiy, Ucraina (Vinnitsa), Puntasecca e Maniera nera.

È un buon esemplare calcografico della scuola Ucraina. Il ritratto di Galileo a colori, inserito in un ambiente di studio astronomico è stato giudicato, a maggioranza, dalla Giuria tra i migliori di quelli, assai numerosi, presentati al concorso. È stato molto apprezzato dalla giuria l’effetto pittorico delle tecniche di esecuzione e il significato allegorico del piccolo mappamondo e della luce di candela.

3° classificato: Salamon Arpad, Slovenia (Konijce), Xilografia su Linoleum.

I componenti della Giuria hanno guardato con interesse le xilografie partecipanti al concorso, come è nella tradizione di Bodio Lomnago. È stato premiato l’ex libris di Salomon Arpad per la semplicità essenziale di composizione, la luce dei cieli e delle case, “i segni” dei movimenti astrali, l’allegorica grande importanza degli strumenti di lavoro, “per farmi chiara la mia corta vista” direbbe uno studioso di astronomia.

Classificati al 4° posto a pari merito, per premio acquisto:

Roberto Tonelli, Italia (Piacenza), menzione speciale e premio acquisto, acquaforte

Vladimiro Elvieri, Italia (Cremona), puntasecca su plexiglas

Ivo Mosele, Italia (Carré – VI), maniera nera

Giancarlo Pozzi, Italia (Castellanza – VA), Acquaforte e acquatinta

Segnalati elencati in ordine alfabetico: Simone Alfarone (Italia), Martin Baeyens (Belgio), Ermes Bajoni (Italia), Nino Baudino (Italia), Massimo Bizzozero (Italia), Luigi Casalino (Italia), Gianni Favaro (Italia), Federica Fiorenzani (Italia), Paolo Graziani (Italia), Galina Pavlova (Bulgaria), Pavel Pichugin (Russia), Tomoko Takamiya (Giappone) e Josef Werner (Germania).

Ho iniziato con i versi di Ugo Foscolo, concludo facendo ricorso al nostro maggior poeta di cui ho già citato un verso che potrebbe essere la supplica del ricercatore: “per farmi chiara la mia corta vista”. Dante Alighieri aveva una visione geocentrica dell’universo e considerava la terra sferica (come risulta dalla conformazione dei regni d’oltre tomba). Ha esaltato “La gloria a colui che tutto move” (Primo motore, Dio, Fato, Caos, Grande Vecchio, Bigbang?). Personalmente sono tra quelli che collocano Dante (poeta, filosofo ed uomo di scienza) tra i panteisti, categoria di eretici non prevista nell’Inferno dantesco, secondo i quali non esiste distinzione tra il sopranaturale e la materia, perché “Nel suo profondo vidi che s’interna, / legato con amore in un volume, / ciò che per l’universo si squaderna: / sustanza ed accidenti e lor costume / quasi conflati insieme….”. Conflare è un verbo usato in fonderia per dire che la fusione di due metalli diversi può portare a un terzo elemento in cui le caratteristiche dei primi due scompaiono. Eresia! avrebbero potuto dire gli Inquisitori; non lo dissero e non applicarono la condanna conseguente … tanto “il Ghibellin fuggiasco” (allegorico epiteto del Foscolo), fuggendo per oltre venti anni (gli ultimi della sua vita) ha evitato l’esecuzione della condanna a morte del 1300. “Nihl sub sole novi (non c’è niente di nuovo sotto il sole)”, dovrei concludere rientrando nello spazio del sistema eliocentrico, senza rinunciare però ai voli alti che sanno dare la filosofia e la poesia.

Mauro Mainardi
Presidente dell’Associazione Italiana Ex libris (AIE)

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