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Alda Ugolotti Bettati, la Signora di Langhirano


Si ricorda che – per ciascun numero della rivista “L’ex libris italiano” – Artifex pubblica l’indice, l’editoriale del Presidente, un articolo a scelta tra quelli presenti sulla rivista. Del numero corrente abbiamo pubblicato l’indice e l’editoriale del Presidente. Di seguito l’articolo scelto dal numero corrente. Si prega di cliccare il tag AIE per leggere tutti gli articoli che la riguardano.

di Paolo e Lidia Rovegno

I cilindri del suo meraviglioso torchio hanno smesso di girare, ci mancheranno le giornate trascorse in sua compagnia tra il profumo di inchiostro e l’umidità di carta bagnata, la Signora di Langhirano, Alda Ugolotti Bettati, il 17 giugno u.s. ci ha lasciati.

Nasce nel 1920 a Langhirano da una famiglia di imprenditori, ma conscia della pochezza di offerte culturali del piccolo borgo e desiderosa di conoscere i nuovi indirizzi delle nascenti tendenze artistiche, si trasferisce a Venezia iscrivendosi a Ca’ Foscari.

Successivamente sposatasi con un valente dermatologo, il dott. Bettati Bagnacani, si trasferisce a Cremona dove inizia la sua attività artistica, che si estrinseca dapprima in una pittura prettamente figurativa e nel 1963 ordina la sua prima mostra personale, presentata e sostenuta dal famoso pittore Virgilio Guidi.

Col tempo, il suo operare si modifica gradualmente, concentrando la sua ricerca in un mondo meno esplicito dove la natura che la circonda viene analizzata nel suo intimo, una ricerca basata sull’analisi del microcosmo e degli enigmi dell’historia naturalis.

La conoscenza diretta e continua con alcuni importanti artisti, oltre all’amicizia col critico Elda Fezzi, la invogliano a cimentarsi in discipline da lei non ancora utilizzate quali l’incisione in cavo.

Nel 1968, iniziando le sue sperimentazioni grafiche, acquista un torchietto con cui procede alla stampa dei suoi primi lavori.

Sente però la necessità di un perfetto impadronimento del mezzo tecnico e quindi frequenta la Scuola Internazionale di Grafica a Venezia, ove valenti maestri la introducono alla scoperta di tutti i misteri delle varie discipline artistiche. Questa frequentazione la porterà a una autonomia sia tecnica che creativa contrassegnata da innovative realizzazioni lessicali.

Già socia della BNEL e successivamente dell’AIE, partecipa a tutte le manifestazioni artistiche ottenendo lusinghieri successi con continui inviti di partecipazione a concorsi internazionali.

Nel 1982 decide di ritornare in Langhirano, alla casa delle sue radici, ove attrezza un meraviglioso studio acquistando anche un imponente torchio calcografico.

È tale lo sviluppo in questo indirizzo che l’impegno grafico diviene sempre più disciplinato e ricco di sperimentazioni facendo nascere una fattiva e costante collaborazione con la casa editrice modenese delle edizioni d’arte Il Bulino con cui approda a due meravigliosi libri d’artista, in tiratura limitata con incisioni originali, quali “Il fiore inciso“, le cui cinque lastre sono conservate presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena, e “Via Crucis“, di cui una serie di 14 esemplari (le note stazioni) sono incorniciati ed esposti permanentemente nella chiesa parrocchiale di Langhirano. Nel 1996, sempre su invito dell’editore del Bulino, viene presentato alla Fondazione Magnani Rocca di Traversetolo il volume “Alda Ugolotti Bettati. Opera grafica“, relativo all’intero corpus della sua opera incisa.

In esso Francesco Piero Franchi così dice nella presentazione: “Uno studio pluridecennale, un’attività indefessa e costante, una straordinaria pazienza ed una tenace volontà di lasciare un segno e di lasciare un ordine, ove si percepisce con chiarezza, contemplando l’insieme dell’opera, un mondo interiore ascoltato con attenzione, una solitudine tranquilla accettata con srenità, un sottile dolore per la fragilità di ogni evento sperimentabile nella natura, uno scoramento per l’inevitabile disfacimento di ogni forma organica, affratellata a una tenace speranza, a una irriducibile fiducia nella molteplicità delle rinascite e delle rifioriture“.

Ulteriore e importante riconoscimento le viene asse3gnato quando il Museo Bodoniano di Parma le richiede la donazione di alcune lastre incise, tra cui figurano alcuni ex libris, e delle stesse un esemplare stampato.

Il 29 settembre 2001 la donazione, composta da 79 fogli e 68 lastre, viene presentata, ed esposta al pubblico, nella Sala dell’Incoronata della Biblioteca Palatina di Parma.

Per Lei l’arte fu ragione di vita ed espressione culturale di valore universale, infatti in questo contesto vanno valutati i suoi numerosi interventi di promozione artistica tra i quali spiccano le dieci edizioni della “Rassegna annuale“, organizzate in memoria dei fratelli Pino e Piero, in cui ogni anno veniva presentata una disciplina artistica con opere dei più importanti artisti contemporanei italiani o l’aver organizzato e sponsorizzato, per ben due anni, un concorso internazionale di ex libris per giovani studenti di accademie.

Un ringraziamento particolare va agli eredi Roberta e Marco Soncini che hanno voluto donare all’AIE, a ricordo di ALda, alcuni volumi dell’Opera grafica.*

* Nota redazionale: un esemplare di questi volumi sarà donato ai soci partecipanti agli incontri prossimi dell’Associazione.

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