Tutto quanto fa ex libris
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Repetita juvant


Si ricorda che – per ciascun numero della rivista “L’ex libris italiano” – Artifex pubblica l’indice, l’editoriale del Presidente, un articolo a scelta tra quelli presenti sulla rivista. Del numero corrente abbiamo pubblicato l’indice. Di seguito trovate l’editoriale del Presidente. Si prega di cliccare il tag AIE per leggere tutti gli articoli che la riguardano.

di Mauro Mainardi

Qualcuno dirà che negli editoriali sono un po’ ripetitivo. Qualche volta le ripetizioni servono (non solo a scuola per i ripetenti). Mi piace richiamare qualcosa già detta in altri scritti. Più di una volta ho invitato i soci a leggere l’articolo 2° del nostro Statuto, pubblicato in seconda pagina di copertina d’ogni numero della rivista AIE, dalla sua nascita ad oggi, che recita “l’Associazione ha lo scopo di promuovere e sviluppare la diffusione dell’ex libris … e della piccola grafica … “ (ove logicamente l’aggettivo si riferisce alla dimensione e non alla qualità). Sono sempre stato collezionista di grafica d’arte (e quindi anche di ex libris, come grafica d’arte dedicata). Nelle mie acquisizioni, di scambio e di mercato, non faccio differenziazioni fra i tipi di grafica e non seguo le arcaiche regole dello scambio (… una calcografia vale quattro xilografie, per fare un esempio; … magari mi capitasse di scambiare un ex libris calcografico a me dedicato di un bravo artista del Novecento con quattro piccole xilografie di bravi artisti del Quattrocento!). Ogni collezionista compone la sua raccolta di grafiche come vuole, non vincolato a regole stabilite da altri; così si fa in Italia e soprattutto all’estero.

Ciascuno segue le sue idee sull’arte e l’estetica; per me vale la regola aristotelica del “bello” concentrata nel detto della Filosofia Scolastica “Pulcrum est quod, visum, placet”, che traduco in “È bello ciò che piace perché, un volta percepito dai sensi, è capito dall’intelletto”. In fondo è la conclusione dell’altro assioma “logico” della stessa scuola, che così traduco “Nulla arriva all’intelletto, se prima non è percepito dai sensi”.

Detto questo, per fare un esempio, se un esperto collezionista mi offre in cambio un ex libris, che “mi piace” (intelletto!), eseguito da un ottimo artista che non ha messo nel disegno il lettering ma sulla carta non stampata, accanto alla firma, io accetto lo scambio.

Ed è quello che ho fatto nell’incontro di Acqui Terme: ho gradito l’ex di Nicola Ottria, a nome Vittorio Laura, in cui il lettering non fa parte della stampa, come si può vedere nella sua riproduzione nella rubrica “Donazioni” di questo numero della rivista. Ma cos’è più autentico?… uno scritto autografo dell’artista (accanto alla sua firma) o uno scritto inserito in una matrice da uno stampatore che potrebbe non essere l’artista? Anche in questo caso mi ripeto: ognuno per incrementare la sua collezione (a mezzo del mercato o dello scambio) può comportasi come vuole, in base alla convenienza economica o alla possibilità di trovare un collezionista che ha le stesse idee di valutazione di un’opera d’arte.

Nell’ultimo editoriale ho parlato di quattro “uomini” del passato, e ho definito la passione exlibristica come un elisir di lunga vita; oggi in primo piano Paolo e Lidia Rovegno ci ricordano La Signora di Langhirano, Alda Ugolotti Bettati, che ci ha lasciati nel giugno scorso all’età di 89 anni. È scomparsa una vera Signora d’altri tempi, nostra socia, incisore e pittrice di grande spessore. Ho scritto anche “non solo ex libris”, parlando delle tempere di Antonio Rubino del 1932 sulle pareti dei locali di degenza di un preventorio antitubercolare per bambini; in quest’editoriale ho accennato alla pittura su tela e agli acquerelli di Alda Ugolotti Bettati; nella sezione dedicata a “Opere e Autori” presento Renato Coccia come autore di affreschi, di grandi tele ad olio a tema sacro ed infine di grafica d’arte di libera invenzione o dedicata.

Dovendo concludere non cito altri assiomi filosofici, ma il saggio consiglio di mia madre che a scuola ha realizzato il più alto livello di istruzione che potesse raggiungere un bracciante agricolo delle cascine cremonesi, “la quarta” elementare: “daga tra a tücc e cata föra quel che te pias” ?*, ascolta il parere di tutti e scegli quello che ti piace.

“C’avete fatto caso? Ebbene fatteci caso” direbbe Aldo Fabrizi; mia madre, orgogliosa della sua quarta, ha espresso un pensiero aristotelico con le stesse parole dei trattati di Logica della Filosofia Scolastica.

*Nota. Ricordo bene il dolce suono della “Favella … cremonese”, non conosco bene il suo lettering.

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