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Mostra: L’arte in esilio


L’arte in esilio – Artisti ed intellettuali tedeschi in fuga dalla persecuzione

Fonte: Museo Ex Libris Mediterraneo, Ortona

Giornata della Memoria 2010
L’arte in esilio, artisti ed intellettuali tedeschi in fuga dalla persecuzione
Al Museo il 30 Gennaio 2010, ore 18.00 – Conferenza con proiezione a cura di Cristiano Beccaletto

Programma
Introduzione di Carlo Sanvitale, Presidente del Museo Ex Libris Mediterraneo
Intervengono:
Cristiano Beccaletto, Direttore artistico del Museo Ex Libris Mediterraneo
Arcangelo Di Paolo, Conservatore, restauratore, documentalista
Oggetto dei temi trattati:
Biografie, opere, bibliografia sul tema.
Michel Fingesten paradigma dell’arte in catene.
Ex libris sull’internamento e la guerra.

Per l’occasione saranno esposti alcuni ex libris sul tema dell’internamento provenienti dalle collezioni di Gian Carlo Torre e del Museo.

Inaugurare con questa conferenza l’attività del Museo nel 2010 è parte di un progetto che riprende, proseguendola, la manifestazione svoltasi il 26 gennaio 2008 allora dedicata a: “Michel Fingesten – Un grido contro i nemici dell’umanità”. Resta ancora l’emozione di quella serata forse irripetibile, con la sala stipata ed il pubblico in piedi per oltre due ore.

L’idea di questo convegno attinge dalla mostra “Rifugio Precario – Artisti ed intellettuali tedeschi in Italia 1933-1945” svoltasi a Milano e Berlino nel 1995 e curata da Klaus Voigt e Wolfgang Henze.

La mostra sull’Arte degenerata (Entartete Kunst) si svolse a Monaco nel 1937, l’esposizione si tenne in contemporanea alla prima “Grande Esposizione d’Arte Tedesca”, composta da opere tradizionali nella tecnica e nella figurazione, un’arte che si adattava agli ideali di supremazia ariana del nazismo.

Furono presentate 700 opere su un totale di circa 16.000 confiscate precedentemente ai musei di tutto il Paese. Gli artisti rappresentati, oltre cento, erano soprattutto tedeschi. Molti erano personaggi di spicco dell’arte europea del XX secolo fra i quali: Beckmann, Chagall, Dix, Ernst, Grosz, Kandinsky, Kirchner, Klee, Kokoschka, Marc, Mondrian, Munch, Nolde, Picasso. Con questa operazione furono messi al bando Impressionismo, Espressionismo, Simbolismo, le avanguardie del ‘900. Agli artisti tedeschi le cui opere erano state dichiarate degenerate fu negata la pratica della professione. Chi solo simpatizzava per l’arte moderna e lavorava nei musei e nelle scuole fu privato del proprio posto di lavoro. Avere origini ebraiche era un’aggravante.

Non c’è da stupirsi quindi che, in questo clima, si aprisse la via dell’esilio per numerosi artisti ed intellettuali tedeschi, molti dei quali trovarono asilo nel nostro Paese. Con le leggi razziali del 1938 il clima mutò, alcuni ripararono negli Stati Uniti, altri sfidarono la sorte rimanendo nella clandestinità. Fu allora che malgrado i tempi terribilmente oscuri e difficili, molti italiani seppero attingere dalla propria coscienza la forza di esprimere una fra le più nobili virtù umane: la solidarietà. Fu allora che l’Arte di questi artisti e di questi intellettuali, una sorta di linfa vitale e di forza primordiale si erse a ultimo baluardo permettendo loro di continuare a fare arte e di gridare al mondo il dissenso per la barbarie del “potere dell’uomo sull’uomo”. L’Arte vera è libera, non sopporta catene, anche se l’uomo/artista è privato della libertà e perseguitato per le sue idee e per il nome che porta. (c.b.)

“La tenace, indistruttibile vitalità dell’arte ha qualcosa di sorprendente e di commovente, qualcosa di assolutamente meraviglioso. …come l’Araba Fenice, sopravviverà alle vicissitudini e alle catastrofi della storia”. (Klaus Maan)

Artisti: Charlotte Berend Corinth, Kurt Craemer, Michel Fingesten, Adolf Fleischmann, Roland Hettner, Irene Kowaliska, Rudolf Levy, Felix Nussbaum, Emy Roeder, Xanti Schawinsky.
Intellettuali: Stefan Andres, Rudolf Arnheim, Alice Berend, Paul Binswanger, Rudolf Borchardt, Alfred Einstein, Ernst Heinitz, Karl Lowith, Klaus Mann, Alfred Neuman, Leonardo Olschki, Max Reinhardt, Armin Wegner.

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