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Il regolamento del Primo Concorso Internazionale per Ex libris, Ankara 2003: un modello per altri concorsi


Ogni tanto qualche lettore mi chiede informazioni a proposito delle  “linee-guida FISAE” che spiegano come redigere il regolamento dei concorsi exlibristici.

Il fatto è – come mi è stato confermato dal Presidente della FISAE, il prof. William Butler – tali linee guida FISAE non esistono. La FISAE non ha mai preparato un regolamento standard da copiare ed eventualmente adattare per i concorsi exlibristici.

Mi sono rivolto a parecchie persone per saperne di più a proposito di queste fantomatiche linee-guida, finché la risposta è arrivata da José Vicente de Bragança.

In pratica, ciò che molti erroneamente ritengono essere “linee-guida FISAE”, in realtà è l’articolo di Luc van den Briele, articolo di cui di seguito pubblico la traduzione.

L’articolo originale può essere recuperato qui.

Ciò che segue è la traduzione dell’articolo, pubblicato sul catalogo del Primo Concorso Internazionale per Ex libris, pubblicato ad Ankara nel 2004. “The rules of the First International Ex-Libris Competition, Ankara 2003: a model for other competitions” ovvero:

“Il regolamento del Primo Concorso Internazionale per Ex libris, Ankara 2003: un modello per altri concorsi”.

di Luc van den Briele

Luc van den Briele è un drammaturgo belga, direttore di Graphia, conosciuto esperto di ex libris e membro di numerose giurie di concorsi.

Dopo aver adottato una nuova lista di abbreviazioni per le tecniche grafiche, la Federazione Internazionale delle Associazioni Exlibristiche (FISAE) dovrebbe occuparsi del problema di proporre un regolamento standard che possa fungere da modello per tutti gli organizzatori di concorsi.  Da tempo gli organizzatori di concorsi exlibristici seri avvertono la necessità di avere un regolamento standard, e solo i difensori degli pseudo ex libris saranno un po’ a disagio qualora la FISAE dovesse promulgare un tale modello. È soprattutto attraverso vari concorsi di dubbia qualità che è stata data la possibilità a questa degenerazione dell’arte dell’ex libris di diffondersi come un virus nocivo.

Il successo del primo concorso internazionale per ex libris, organizzato dalla Hacettepe University e dalla Ankara Ex-libris Society, è in parte dovuto al suo eccellente regolamento. Questo regolamento è stato redatto con grande attenzione e può certamente servire quale primo passo per la stesura di un regolamento standard FISAE.

Nell’introduzione al regolamento del concorso ex libris, devono essere sempre chiaramente esposti lo scopo, le premesse del concorso e le motivazioni degli organizzatori. Nel regolamento, anch’esso serio, di concorsi organizzati dall’International Exlibris Centre di Sint-Niklaas, lo scopo è dichiarato così: per “stimolare l’interesse nell’ex libris quale grafica d’arte di piccolo formato e propagare il valore artistico dell’ex libris quale segno di proprietà nei libri”. Il testo introduttivo del regolamento del concorso di Ankara chiede “autentici ex libris, della qualità artistica, estetica e tecnica più alta, realizzati per essere segni di possesso per i libri”. È importante che l’introduzione dia sempre una chiara definizione di ex libris e richiami l’attenzione degli artisti alla relazione tra libro ed ex libris.

Alcuni concorsi exlibristici impongono un tema obbligatorio. È importante per i partecipanti che il tema imposto sia definito in modo molto chiaro e che siano fornite tutte le informazioni essenziali. Una bibliografia o una lista di siti web (che abbiano una relazione con il tema proposto) possono forse essere aggiunti. Ma alcuni concorsi – e questa è stata la scelta del concorso di Ankara, come stabilito nell’articolo 1 del regolamento – non propongono un tema obbligatorio. Il tema libero allarga le possibilità per gli artisti e meglio riflette la realtà quotidiana delle relazioni tra bibliofili e artisti grafici. Una grande varietà di temi offre inoltre più possibilità di avere una mostra attraente e avvincente.

L’articolo 2 del regolamento di Ankara annuncia che “non ci sono restrizioni a proposito delle tecniche di stampa”, ma attira l’attenzione sul fatto che: “non sono accettati disegni o progetti originali, e non sono parimenti accettate copie realizzate con processi elettrostatici, quale per esempio la fotocopia”. Nei regolamenti di altri concorsi, creazioni fotografiche originali e progetti computerizzati sono specificamente elencati come tecniche accettabili, dal momento che persistono alcuni dubbi riguardo a tali tecniche. È naturalmente necessaria una esatta definizione di quali tecniche grafiche siano accettate e rifiutate.

Il testo dell’articolo 3 del regolamento del concorso di Ankara può essere usato come esempio per tutti i concorsi exlibristici seri. Chiude la porta a quasi tutte le possibilità di avere uno pseudo ex libris. Lo riporto: gli ex libris partecipanti “devono essere concepiti come ex libris, cioè come grafiche d’arte di piccolo formato realizzate per essere incollate nei libri e identificare il loro possessore. Essi dovrebbero includere, integrate con l’immagine, le parole ‘Ex libris …’ o un equivalente (per esempio ‘dalla biblioteca di…’, ‘Questo libro appartiene a…’, ecc.), insieme con il nome di una persona vivente o una biblioteca di una istituzione esistente, committenti l’ex libris, o cui l’ex libris sia dedicato”. Questo articolo richiama l’attenzione alla relazione tra libro ed ex libris, enunciando chiaramente che l’ex libris deve avere un vero proprietario – una persona vivente o la biblioteca di un’istituzione correntemente attiva. Se il titolare è un’istituzione, può essere importante menzionare che l’istituzione deve avere una qualche relazione col tema. Inoltre è importante il riferimento a una biblioteca; i numerosi ex libris che sono stati inviati ai concorsi dell’International Exlibris Centre di Sint-Niklaas con la sola menzione “Ex libris Sint-Niklaas” sono molto vicini all’assurdità del disonorevole “Ex libris Lago Maggiore” in Italia.

L’articolo 4 del regolamento del concorso di Ankara è una estensione importante dell’articolo 3; esso sottolinea la necessità di autenticità artistica negli ex libris partecipanti, richiede che  “siano inviate tre  copie di ciascun ex libris” e che “ciascuna stampa sia firmata o marcata con le iniziali dell’artista”. Il resto del testo nell’articolo 4 rinforza gli sforzi per rifiutare qualsiasi forma di pseudo ex libris: “se l’artista non ha usato l’alfabeto latino nell’iscrizione stampata, si richiede di scrivere una traduzione in inglese sul retro della stampa. Inoltre, se per ragioni di stile l’artista ha scelto in via eccezionale di integrare nell’immagine le sole iniziali del titolare, l’artista deve scrivere il nome del titolare per esteso sul retro della stampa”. Ogni titolare ha, naturalmente, il diritto di preferire le sole iniziali su alcuni dei suoi ex libris. Ma nei concorsi, le iniziali sono talvolta usate per impersonare un finto titolare. Nel 2003, l’International Exlibris Centre di Sint-Niklaas non solo richiese informazioni a proposito del nome del titolare dell’ex libris, ma anche una dichiarazione contente il suo accordo: “per garantire l’autenticità del titolare, e per proteggerne la riservatezza, l’ex libris può partecipare soltanto” con “l’esplicito permesso della persona per cui l’ex libris è stato realizzato… Lo stesso si applica per le biblioteche di istituzioni”. Questa dichiarazione inoltre include l’accordo per usare l’ex libris in mostre e riprodotto su cataloghi. Dimostra l’importanza dell’autenticità, ma forse va un passo troppo in là, perché lo scambio di una dichiarazione scritta tra artista e titolare (specialmente se di Paesi diversi) non è sempre facile da arrangiare.

Alcuni regolamenti di concorsi chiedono esplicitamente il nome completo del titolare, per esempio nel concorso francese Butor l’uso di iniziali non era permesso. Altri concorsi impongono non solamente il nome del titolare, ma anche un testo tematico. Tale testo può essere utile, ma non è necessario in realtà, specialmente se l’illustrazione contiene adeguate informazioni inerenti il tema.

L’articolo 5 del regolamento di Ankara sottolinea che “la superficie stampata dell’ex libris non deve superare i 130 mm x 130 mm, e il supporto (la carta) su cui è stampato l’ex libris non deve superare i 210 mm x 210 mm”. Anche nel regolamento dell’International Exlibris Centre di Sint-Niklaas c’è il riferimento alla massima superficie stampata di 200 mm x 150 mm, ma, più importante, si richiede che gli ex libris partecipanti “non devono essere incorniciati, né fissati a un altro pezzo di carta, cartoncino o altro materiale. Nel selezionare la carta di stampa e le tecniche da usare, l’artista dovrebbe ricordare qual è lo scopo di un ex libris. Gli ex libris partecipanti devono essere spediti pronti per l’uso. Dovrebbe essere possibile incollarli, così come sono, senza la necessità di ritagliarli, incorniciarli o sottoporli a qualsiasi altro intervento”. Tale testo ancora una volta sottolinea la relazione tra libro ed ex libris. Consente alla giuria una volta di più di eliminare tutto quello che non può essere usato come un normale ex libris o che puzza di pseudo ex libris. Le parole “pronto per l’uso” possono naturalmente chiudere la porta a lavori talvolta molto attraenti ma forse troppo sperimentali. Una interpretazione più ampia di “pronto per l’uso” può essere presa in seria considerazione, ma esperimenti artistici coraggiosi o provocatori possono essere accettabili solo se essi possono essere usati come ex libris in un libro.

L’articolo 6 del regolamento del concorso di Ankara stabilisce un termine per la presentazione degli ex libris partecipanti: “fa fede la data del timbro postale”. Questo termine può essere usato solo se la giuria si riunisce tre o quattro settimane dopo la scadenza. Per evitare problemi con i lenti servizi postali, è forse meglio usare l’espressione usata nel regolamento dell’International Exlibris Centre di Sint-Niklaas: l’ex libris deve “arrivare prima” della scadenza dei termini.

L’indirizzo per la corrispondenza può essere dato nello stesso o nel seguente articolo (7).

L’articolo 8 del regolamento del concorso di Ankara elenca la composizione della giuria. I nomi dei giurati e le loro qualifiche possono talvolta garantire la serietà del concorso. Un buon assortimento di artisti stampatori, critici d’arte ed esperti collezionisti di ex libris possono fornire il miglior equilibrio possibile in una giuria.

L’articolo 9 del regolamento del concorso di Ankara elenca la lista dei premi. Il denaro può talvolta essere un incentivo importante per l’attività artistica, ma la menzione di un premio è un elemento importante della documentazione biografica di un artista.

Una giuria ha naturalmente il diritto di dividere alcuni premi o di non assegnarli per mancanza di qualità artistica. Nel suo articolo 10, il regolamento del concorso di Ankara cita queste possibilità, ma spiega anche che le decisioni della giuria saranno influenzate dalle “autenticità e originalità” dell’ex libris, “dal merito artistico, tecnico ed estetico e dalla qualità della relazione tra immagine e iscrizione nella composizione”. La possibilità di attribuire menzioni d’onore era già stata annunciata nell’articolo 9. Il numero di potenziali vincitori di premi può essere più grande del numero di premi e le menzioni d’onore possono essere una via di fuga accettabile per la giuria e un importante incoraggiamento per i validi perdenti, specialmente se si tratta di artisti giovani.

Alcuni degli ultimi articoli nei regolamenti dei concorsi exlibristici di solito forniscono informazioni pratiche quali informazioni sulla mostra degli ex libris vincitori e di quelli selezionati, e sul catalogo. Gli articoli 11 e 12 del regolamento di Ankara annunciano due mostre, ma anche la possibilità di altre ancora, “qualora si rendano disponibili luoghi adatti”. E il catalogo “sarà inviato a ciascun partecipante che figurerà sul catalogo. Ai partecipanti non turchi potrebbe essere chiesto un contributo delle spese di spedizione”. Si può immaginare che l’ultima frase sia stata ispirata solo dalla paura di problemi finanziari. In uno dei suoi articoli finali, il regolamento dei concorsi exlibristici di Sint-Niklaas non lascia dubbi: “tutti i partecipanti selezionati riceveranno una copia del catalogo”. Deve essere la norma piuttosto che l’eccezione che ciascun artista che vanti una riproduzione a catalogo riceva una copia gratuita di tale volume.

Nel suo articolo 13, il regolamento del concorso exlibristico di Ankara stabilisce che “dovrebbe essere assicurata la sicurezza dei plichi durante la consegna in posta e la consegna al destinatario, per esempio mediante invio raccomandato”. E: “quanto inviato non sarà restituito”. Soltanto pochi artisti hanno problemi con il fatto che gli ex libris inviati non vengono restituiti. Una delle tre copie richieste entra quasi sempre a far parte della collezione di un museo o di un centro di documentazione, le altre due copie sono usate per mostre del momento o in seguito,  e per la riproduzione sul catalogo ed eventualmente in pubblicazioni successive. Anche qui, alcuni concorsi per pseudo ex libris sono l’eccezione, in quanto richiedono più di tre copie di ciascun ex libris (per il concorso relativo al  ‘Salone del Libro’ in Italia – e questo è solo un esempio – si dovevano inviare sei copie per ciascun lavoro partecipante, e i vincitori avevano l’obbligo di inviare ulteriori cinquanta copie!) Nulla si dice a proposito di quel che accade a tutti questi ex libris, ma non è molto difficile immaginare quale sarà il loro destino.

È chiesto un breve curriculum vitae nell’articolo 14 del regolamento del concorso di Ankara. Agli artisti che partecipano ai concorsi di Sint-Niklaas non soltanto è richiesto di fornire ampie informazioni sul proprio conto, ma anche sul titolare e sul tema dell’ex libris. Tutte queste informazioni possono essere utili per la ricerca futura sulla storia dell’arte degli ex libris contemporanei.

L’articolo finale, il numero 15 del regolamento del concorso di Ankara, è ovviamente anche l’articolo finale nella maggior parte degli altri concorsi exlibristici. Si intende che gli artisti partecipanti “accettano” i “termini e le condizioni” del regolamento e accettano “le decisioni della giuria”. Questo articolo previene la possibilità di discussioni controverse e senza fine.

Speriamo che la FISAE userà l’eccellente regolamento del “Primo concorso internazionale di ex libris – Ankara 2003″ quale forte intelaiatura per redigere un regolamento standard per tutti i concorsi exlibristici.

Traduzione dall’inglese di Giancarlo Nicoli. La riproduzione è libera purché sia citata la fonte: www.artifexlibris.com. Grazie.

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