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Uomini del passato. "Uomini siate"


Si ricorda che – per ciascun numero della rivista “L’ex libris italiano” – Artifex pubblica l’indice, l’editoriale del Presidente, un articolo a scelta tra quelli presenti sulla rivista. Del numero corrente abbiamo pubblicato l’indice. Di seguito trovate l’editoriale del Presidente. Si prega di cliccare il tag AIE per leggere tutti gli articoli che la riguardano.

di Mauro Mainardi

Ho dedicato l’editoriale del precedente numero alla scomparsa di Dino Formaggio, maestro di filosofia dell’arte, artista/artigiano per hobby, cultore della grafica d’arte dedicata e, per quanto ci riguarda, di quella exlibristica.

Devo ora ricordare la scomparsa negli ultimi mesi di quattro personalità dell’exlibrismo internazionale, Egisto Bragaglia, Ernesto Guffanti, Sergio Guidi e Remo Wolf.

Conservo tante pagine personali di Egisto Bragaglia, lunghe lettere di posta tradizionale e, ultimamente, per etere. Ricordo i suoi giudizi, severi e sempre motivati (anche se da me non sempre condivisi), su eventi, persone e tematiche; un uomo all’antica, ma laudator temporis acti solo per i comportamenti umani. Nel breve spazio di un editoriale non posso parlare della sua prolifica produzione letteraria e delle sue approfondite ricerche storiche di bibliofilia ed exlibrismo. Lo faremo prossimamente. Faccio solo qualche considerazione sui suoi comportamenti. Parlava “di petto” (in faccia e chiaro) e detestava quelli che parlano “di schiena” (alle spalle e sussurrato). Metteva in discussione ogni cosa: arte, politica, comportamenti sociali, scienze e anche la medicina, per lodare o contestare i suoi medici curanti ai quali ha dovuto ricorrere frequentemente negli ultimi anni. Li contestava citando testi della sua biblioteca (“ricca di oltre 200 volumi di medicina”) di cui mi segnalava gli autori. Apprezzava molto la mia definizione della medicina: un’arte e non una scienza.

Negli ultimi anni non parlava più delle polemiche exlibristiche, che io chiamavo discussioni patetiche, e lui, definiva masturbazioni mentali, usando l’espressione più goliardica e più realistica che “è più bello il tacer che dire” (Purgatorio, XXV, 43-44), ma usata anche da Devoto e Oli nel loro “Il dizionario della lingua italiana”.

A Guidi, Guffanti e Wolf sono dedicati scritti in “Le opere e gli autori” e “In primo piano”. Cristiano Beccaletto parla con affetto di Sergio Guidi, saggio presidente che ha dato alla nostra Associazione uno statuto. Personalmente gli sono stato vicino negli ultimi anni; lunghe chiacchierate in via Fezzan, ad Alagna (ove veniva “esportato” nei mesi estivi), e ultimamente in via Brioschi, ove era “badato” nella casa dei figli. Chiacchierate a lui più salutari delle medicine e a me utili per quanto da lui ho appreso sulla storia del nostro gruppo; giudizi su eventi, cose, opinioni e persone.

Guffanti è ricordato da Stefania Clerici, docente di lettere al liceo, poetessa, concittadina e devota ammiratrice dell’artista e di sua moglie, la signora Nani. Descrive, con la vena poetica a lei congegnale, la vita e l’arte dell’artista e il suo inserimento nella vita sociale dei paesi del Comasco. Personalmente ho potuto constatare negli ultimi anni “la sua voglia di fare” nonostante i limiti imposti dalle malattie, che “l’arte medica” ha saputo solo in parte lenire; certamente meno di quello che ha potuto fare la vicinanza degli amici, che erano tanti in Italia e all’estero.

Penso che solo Priamo Pedrazzoli potesse parlare in modo completo di Remo Wolf, nelle poche pagine concesse in questo numero della rivista. Non tutti i collezionisti conoscono la vasta produzione artistica di Wolf, pittore prima che incisore di grafica d’arte, libera ed exlibristica. Pedrazzoli afferma che l’artista sarà sicuramente più valutato quando, e se, verranno catalogate anche le sue opere pittoriche.

La locuzione latina, mutuata dall’aforisma greco di Ippocrate, Ars longa vita brevis, sembra valere solo in parte per gli exlibristiexlibristi e gli artisti di ex libris, il più giovane, infatti, dei quattro scomparsi è l’ottantaseienne Guffanti, gli altri tre sono tutti ultranovantenni. Cari soci, artisti e collezionisti, continuate a produrre e a collezionare ex libris! Ma, per dirla con Dante (Paradiso V, 80-81) “Uomini siate, e non pecore matte, sì ch’l Giudeo di voi non rida”.

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